Paolo & Ari ce l’abbiamo noi

2015-06-28 17.31.16

Qualcuno ha detto che ogni Associazione ha i soci che si merita, e talvolta anche peggio di quello che meriterebbe. A noi è andata bene. I nostri soci sono i migliori del mondo.

Questa è la storia a lietissimo fine dell’impresa di Paolo Crespi e di sua moglie Arianna “Ari” Bodini.

Paolo non è uno qualsiasi: è quello che ha inventato i fiori marziani. L’8 marzo 2009 (seconda missione marziana) lui ebbe l’idea: “mentre corriamo, doniamo le mimose ai passanti”. E aggiunse “le faccio preparare a mia moglie“. Arianna, appunto. A qualcuno, purtroppo, non è toccato proprio il marito che avrebbe meritato…

Ma torniamo alla nostra storia.

Paolo e Arianna hanno deciso di lanciare una sfida sportiva & benefica, per raccogliere fondi da destinare alle buone cause dei Podisti da Marte. Si sono iscritti alla GFNY Mont Ventoux con l’obiettivo di percorrere in bici 113 km + i 31 km di ascesa (1600 metri di dislivello e muri al 10%) al famoso Gigante della Provenza. Totale: 144 km.

 

ventoux_profilHanno invitato i loro amici a donare 1-10-100-1000 euro alle buone cause Marziane, tramite questa pagina su Rete del Dono. E qui viene il bello: hanno preso l’impegno di raddoppiare le donazioni ricevute. Non è finita: se fossero riusciti a raggiungere la cima del Ventoux… le avrebbero triplicate.

Ebbene: ce l’hanno fatta!!!

Qui di seguito, la loro mail di ringraziamento indirizzata   a tutti gli amici che li hanno sostenuti in questa impresa.

Bravissima Arianna e bravissimo Paolo!!!

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Se leggete significa che avete partecipato alla raccolta fondi per spingerci nella scalata sul Mont Ventoux, un successo oltre ogni speranza.

GRAZIE A VOI, i Podisti da Marte ricevono in tutto €13.000. Per loro vuol dire molto, e -aiutando le altre Onlus- sapranno moltiplicarli, per donare a chi ha bisogno: è il loro mestiere!IMG_4202

Le foto allegate sono fatte IN CIMA al Ventoux. Siamo felici, e a buon motivo. Siamo andati così di fretta da non scattare nessun’altra foto da mostrarvi. Erano i flash di una giornata memorabile.

Quelli degli allenamenti, che pareva impossibile farcela. E di quando siamo stati a vedere la salita e, mentre in tenuta da bici guardavamo la montagna da lontano, un passante ha detto: “tres grand, eh?”

Quelli allo start della gara: parevano tutti professionisti, ma poi un brocco tipo noi si è spogliato e ha iniziato a ballare tutto nudo prima del via, per sdrammatizzare: ci siamo un pochino rincuorati!

Quelli delle gole, dei paesini, dei campi di lavanda attraversati pedalando nel gruppo, uno spettacolo incredibile.IMG_4211

Quelli della gente seduta ai tavolini dei bar o davanti ai camper lungo il percorso, che alla base del monte urlava “courage!” a ogni pedalatore.

Quelli tragicomici della salita –credeteci, un muro-: mille ciclisti in fila indiana che arrancavano a un ritmo patetico.

Quelli col tipo che l’ha fatta tutta con una gamba sola (l’altra è amputata): se pensavate che Superman non esistesse…beh, vi sbagliavate.

E, naturalmente, quelli dell’arrivo. Con la commozione che ci ha preso. Immagini che teniamo nel cuore.

Una storia bestiale che racconteremo per anni. Ha a che fare con l’idea che tutti assieme si può dare una mano. In tempi in cui la solidarietà non è molto popolare, un risultato vero.

Il massimo è averlo realizzato assieme a voi, proprio voi che leggete.

I nostri amici sono pure meglio della scalata del Mont Ventoux.

Paolo e Arianna.

PS Francesco Petrarca salì questa montagna 700 anni fa e (Ascesa al Monte Ventoso) scrisse: Ciò che provi oggi salendo il monte si ripeterà, per te e per chi vuole accostarsi alla beatitudine; gli uomini non se ne rendono conto facilmente, chè i moti del corpo sono visibili, mentre quelli dell’animo sono occulti. La vita beata è posta in alto e stretta è la strada che vi conduce. Vi si frappongono molti colli, e di virtù in virtù si deve procedere per gradi; sulla cima è la fine di tutto, il termine verso cui si dirige il pellegrinaggio. Tutti vogliono giungervi, ma ‘volere è poco; occorre volere con ardore per raggiungere lo scopo’. Se non ti sbagli, non solo vuoi, ma vuoi con ardore. Cosa dunque ti trattiene? Nient’altro, evidentemente, se non la strada più pianeggiante che passa per i piaceri della terra e che a prima vista sembra più agevole; ma quando avrai molto vagato, allora sarai finalmente costretto a salire sotto il peso di una fatica malamente differita verso la vetta della beatitudine, oppure a cadere spossato nelle valli dei tuoi peccati; e se mai l’ombra della morte lì dovesse coglierti, dovrai vivere una notte eterna in perpetui tormenti”. Ecco, per noi tutto sommato non è stata mica così dura: grazie a voialtri, avevamo un scopo…..

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